Distanti ma vicini ai bambini con disturbi del neurosviluppo.



Questo periodo di emergenza sanitaria ci ha costretto a modificare gli interventi di noi psicologi, spingendoci verso un adattamento creativo per poter portare avanti i percorsi terapeutici intrapresi prima del covid-19, e per fronteggiare le nuove richieste. Siamo tutti impegnati a trasformare il lavoro in modalità a distanza, grazie alle piattaforme che hanno strumenti che ci consentono di farlo. Cerchiamo di far passare il contatto umano, la relazione, l’entusiasmo e la motivazione anche attraverso i cavi del telefono e di internet. In special modo, quando parliamo di disturbi del neurosviluppo, quali ad esempio Disturbo dell’Attenzione e Iperattività (ADHD), Disturbo dell’Apprendimento (DSA), Disturbo del Linguaggio (DSL), diagnosi e terapie riabilitative non possono essere messe in pausa. Infatti, rimanere chiusi in casa per salvaguardare la nostra salute, è stata fonte di grande stress anche per i bambini, portando all’ aumento di reazioni emotive forti di fronte alla frustrazione di non riuscire a stare al passo nelle dirette, videolezioni, schede inviate via WhatsApp di questa nuova scuola a distanza. Non a caso si tratta di disturbi del neurosviluppo,, avendo un alto grado di comorbidità, cioè spesso viaggiano insieme tra loro e con altre psicopatologie
che riguardano il tono dell’umore e i disturbi d’ansia. Pensiamo per esempio alle difficoltà che crea la chiusura e mancanza di stimoli a ragazzini con disturbi dello spettro autistico, disturbi dello sviluppo intellettivo, disturbi del comportamento, che si trovano costretti a rinunciare anche all’attività sportiva e agli aspetti di socializzazione e relazione con gli i pari. Garantire valutazioni, diagnosi e trattamenti riabilitativi a bambini con queste difficoltà, permette loro di allenare le capacità carenti e di accompagnarli nello sviluppo nel modo più armonico possibile, riducendo frustrazioni e attribuzioni di colpa a se stessi. Ma le diagnosi e i trattamenti hanno anche un’altra funzione, quella di far sentire questi bambini inclusi il più possibile nel contesto sociale, nel loro gruppo di pari, nella scuola e nel resto delle loro attività quotidiane. Renderli più abili e capaci riduce lo svantaggio sociale, li prepara a un futuro più inclusivo e contiene tutte quelle reazioni emotive che altrimenti rischiano di sfociare in ulteriori disturbi e portare le famiglie all’esasperazione. Oltre che aiutare i genitori a combattere lo stress e la frustrazione dovuti al non sentirsi sempre all’altezza del loro ruolo. Soprattutto in questo momento storico in cui viene chiesto loro di essere, genitori, lavoratori, insegnanti, sempre alla ricerca di nuovi modi per intrattenere i propri figli. È sacrosanto riorganizzare i servizi rivolti ai minori per rispondere alle nuove esigenze che quest’emergenza ci porta e ci porterà nei prossimi mesi, riuscire a offrire servizi a distanza che non interrompano i percorsi riabilitativi
in atto, continuando a usare gli strumenti che si usavano anche quando i trattamenti venivano fatti in sede, con preparazione e competenza. Rimane essenziale la collaborazione tra servizi pubblici e privati per garantire a bambini e famiglie un presa in carico coordinata.

Centro Clinico Italiano ADHD

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