Continuità nella cura del paziente: l'importanza della relazione



L'ambito sanitario è uno di quelli in cui la relazione tra il paziente e il professionista si presenta come una relazione d'aiuto, in cui il paziente espone i suoi bisogni e il professionista è chiamato ad offrire le risorse per poterlo aiutare. Ma l'aiuto non riguarda soltanto il mettere in atto delle tecniche o delle competenze, ma nel prendersi cura della persona, del suo stato di disagio, accompagnarlo e trovare insieme una soluzione, volta a promuovere il proprio benessere psicologico.

Uno dei fattori più importanti nella nostra professione è proprio la relazione. Quando si prende in carico il paziente, non si considera unicamente la sua sintomatologia o il suo malessere psicologico, ma la persona nella sua globalità. 

Un altro fattore molto importante è la continuità della cura, ossia garantire al paziente di essere seguito fianco a fianco nel processo di cura, supportarlo e sostenerlo in qualsiasi momento, senza mai abbandonarlo.

Numerose ricerche hanno dimostrato gli effetti positivi di questi due fattori e non solo per quanto riguarda la salute mentale. Sono stati condotti, infatti, studi su pazienti oncologici che rispondevano meglio alla cura in base alla qualità della relazione con il proprio medico curante (Olver et al., 2020; Wilson et al., 2020). 
Il miglioramento della compliance del paziente, ovvero dell'aderenza del paziente alle prescrizioni del clinico, dipendono proprio dalla qualità della relazione terapeutica che si instaura tra Clinico e paziente. Diversi studi recensiti ne dimostrano ormai uno dei punti di forza affinché una terapia abbia effetto. 



Nelle storie dei nostri pazienti sono presenti percorsi tortuosi, dove non c'è spazio per la relazione. Talvolta i pazienti, più spesso i genitori dei nostri pazienti, ci raccontano la loro esperienza e come il loro cammino di cura si sia trasformato in un percorso ad ostacoli, passando dall'opinione di un professionista ad un altro, rimanendo con tante domande in testa e con in mano poche risposte.  
Quello che emerge maggiormente è una richiesta di aiuto nel cercare di trovare una stabilità, sia per quanto riguarda la cura (farmacologica e/o terapeutica), sia per quanto riguarda il rapporto con il professionista della salute con cui si interfaccia.

Per questo motivo è nostra premura tendere la mano, senza mai lasciarla.

Olver, I., Keefe, D., Herrstedt, J. et al. Supportive care in cancer—a MASCC perspective. Support Care Cancer (2020). https://doi-org.bibliosan.clas.cineca.it/10.1007/s00520-020-05447-4 
Wilson, C., Phyu, W.L.L. & Skaczkowski, G. Influences on Public Perceptions of the Importance of, and Responsibility for, Supportive Care Following Cancer Diagnosis. J Canc Educ (2020). https://doi-org.bibliosan.clas.cineca.it/10.1007/s13187-020-01749-7

Commenti

Post popolari in questo blog

Parenting e ADHD: alcune strategie utili

ADHD durante il COVID-19 - NUOVE LINEE GUIDA Europee

Distanti ma vicini ai bambini con disturbi del neurosviluppo.